giovedì 29 maggio 2014

Temporale

In Europa ci sono le alluvioni qui i temporali causano danni diversi. Tipo distruggere le case e ogni tanto anche le scuole. Lubala è una scuola elementare cattolica convenzionata.... mi spiego. E’ stata costruita dalla Chiesa cattolica. Quasi tutte le scuole in RD Congo sono state costruite da chiese o sette, poi si è chiesto allo Stato di pagare gli
insegnati. Gli insegnanti non dipendono direttamente dallo Stato in quanto sono recrutati, spostati , promossi in grado e sospesi dalla Coordinazione provonciale delle scuole cattoliche (evidentemente ogni Chiesa o setta ne ha una). Oltre allo stipendio prendono anche un premio che è pagato dai genitori degli alunni ogni mese. Se non sono in regola con la quota gli alunni vengono cacciati da scuola e se non vengono cacciati i genitori non pagano... sembra ridicolo ma è così... Tornando ai temporali. La scuola è stata costruita, nella versione attuale, da un prete belga con il materiale che aveva a disposizione e con le difficoltà nei trasporti per reperire il cemento a Kananga, città a 120 km da Tshimbulu. La scuola aveva problemi con il tetto di tegole che cominciava a cendere, la direttrice previdente aveva fatto spostare i bambini nelle aule sicure organizzando la scuola in due turni: la mattina e il pomeriggio. Poi è arrivato il primo temporale e le tegole hanno cominciato a cadere, il secondo ha fatto il resto. Ci stiamo muovendo cercando di trovare i fondi necessari, circa 17.000 euro. E quindi inzia il giro di richieste: Coordinatore delle scuole cattoliche che dice: c’è un fondo bisogna chiedere al coordinatore provinciale delle scuole cattoliche. Coordinatore provinciale delle scuole cattoliche: non abbiamo fondi per le emergenze, abbiamo presentato un progetto di riabilitazione di varie scuole in Germania, occorre aspettare la risposta. Si può provare con la Caritas, o direttamente con il Vescovo. Il Vescovo: trovate un finanziamento, mandatemi le foto, posso darvi qualcosa ma non il tutto. Responsabile Unicef Kananga: scrivete ed allegate le foto, vi faremo sapere. Da parte del pubblico: chiuso il Fondo sociale nella nostra provincia (perché non lo so, è attivo nelle altre, dicono che siano ragioni politiche....). Il prefetto chiede una lettera della direttrice..... Un deputato nazionale ha promesso le tolle per il tetto, promesso .... non ancora dato.... E’ stato presentato anche un progetto ad una onlus italiana. Intanto è iniziata in anticipo la stagione secca e quindi, spero, niente temporali distruttori (come dice Ema), fino ad agosto. Abbiamo un po’ di respiro per trovare i fondi. Sempre che i tempi congolesi lo consentano e il tempo non ci giochi brutti scherzi.

venerdì 16 agosto 2013

Un tranquillo week-end

Siamo arrivati a Tshimbulu da una settimana ed ecco il primo vero week-end. Ci riposeremo? Venerdì sera inizia con una telefonata: occorre andare a prendere una donna incita a Tshimayi, uno dei centri di santé di Tshimbulu. Monique ha subito già un cesareo ed è anemica. L’infermiere responsabile non se la sente di farla partorire lì e preferisce mandarla in ospedale. Valerio prende la macchina con due volontari per spingerla (il fuoristrada parte solo a spinta.....) dopo vari tentativi inutili si chiamano il meccanico e l’autista. Neanche loro riescono a fare il “miracolo” e si decide di andare a prendere la donna con il camion, l’unico mezzo funzionante. Fine tragica, nonostante l’intervento d’urgenza in sala operatoria il bambino era già morto. La mamma si salva ma ha riportato una rottura uterina. Sabato pomeriggio arriva la prima telefonata. Occorre andare a Kamponde a prendere una donna. Aspetta due gemelli, il primo è nato mentre il secondo non vuole uscire. La macchina era stata riparata in mattinata e quindi, sempre a spinta, parte. Insieme con l’autista c’è l’infermiere. Arrivano in ospedale con due donne: Jaquie et Tantine... la prima è portata in sala operatoria. La seconda l’hanno raccolta per strada. E’ al settimo mese di gravidanza e aveva delle perdite di sangue, così ha deciso di inccaminarsi verso l’ospedale per un controllo ed evitare una nascita prematura. Fortunatamente ha incrociato la macchina e ha fatto un pezzo di strada seduta. Mentre la macchina è via arriva un’altra telefonata. Sempre da Tshimayi, sempre una donna incinta. Occorre aspettare che il veicolo rientri per andare a cercarla ma lei, che conosce la situazione della strade, decide di venire a piedi. E così passo dopo passo raggiunge l’ospedale, prima del rientro della macchina. Madò è al quinto mese di gravidanza ed ha la malaria, una malattia particolarmente pericolosa in gravidanza. Intanto la Muambyui (letteralmente la mamma di due gemelli) è riuscita ad avere anche il secondo gemello, con un’operazione, certo, ma è vivo. Domenica mattina di buon ora ecco un’altra telefonata, da Fwamba, villaggio a 18 Km da Tshimbulu. U’altra donna incinta. L’autista e l’infermiere, sempre disponibili, partono e dopo meno di un’oretta tornano..... a piedi. La macchina si è fermata e non ne vuole sapere di ripartire. Si chiama l’infermiere del centro di santé di Fwamba e gli si chiede di far arrivare la paziente in moto. Intanto la macchina rientra in ospedale trainata con il trattore. Il medico e gli infermieri, come sempre, sono allertati e pronti ad intervenire. Ed iniziano ad aspettare la donna che arriva, in bicicletta, alle 16!!!! Troppo tardi: Godet ha una rottura uterina e il bambino è già morto. Ecco quindi il bilancio del week-end: 5 donne arrivate in ospedale in modo periglioso, tutte salve ma 2 lacerazioni dell’utero e 2 bambini morti. Si poteva fare meglio? Noi abbiamo un fuoristrada che serve per i trasporti normali e che si usa in caso d’urgenza ma non è attrezzato come un’ambulanza dovrebbe essere e oramai da talmente tanti problemi... Occorre un’ambulanza, cioè un fuoristrada (date le condizioni delle strade) attrezzato come un’ambulanza. E occorre il prima possibile perché se è vero che riusciamo a salvare le mamme, i bambini purtroppo non sono così “fortunati”.

venerdì 16 dicembre 2011

Aspettando i risultati delle elezioni in RDC 3

I risultati provvisori delle elezioni dovevano essere annunciati il 7 dicembre ed invece c'è stato un primo rinvio in cui tutti i contendenti erano favorevoli, poi un secondo.
Il risultato definitivo poi doveva essere annunciato dalla Corte suprema sabato 17 dicembre. Ed invece...ancora un rinvio, forse lunedì si saprà con certezza assoluta che Joseph Kabila è il nuovo (si fa per dire, è al potere dall'uccisione del padre nel gennaio 2001) Presidente.
A scongiurare una possibile guerra civile ci si sono messi d'impegno gli statunitensi che con la loro iperdiplomazia all'opera hanno trovato un accordo tra Kabila e Tshisekedi o meglio hanno convinto Tshisekedi (l'oppositore) ad accettare il risultato elettorale già peraltro annunciato.
Ufficialmente Tshisekedi si è autoproclamato Presidente della Repubblica e vincitore delle elezioni, non ha presentato ricorso per brogli alla Corte (sostiene che è un'appendice di Kabila) ma lo hanno fatto gli altri candidati.
Intanto qui la vita prosegue come al solito, o quasi. La gente ha paura, in città (Kananga), ci sono poliziotti e esercito in tutti gli angoli. A Mbuji-mayi (il capoluogo della provincia vicina) hanno arrestato 150 persone per attività sovversiva. Il giorno (o meglio la notte) della pubblicazione da parte della CENI dei risultati elettorali, ma sopratutto dopo il discorso di autoproclamazione di Tshisekedi, in nottata ci sono stati personaggi, soprattutto ragazzi, che urlavano come matti sfidanto il divieto di raggruppamento della polizia.
La settimana prossima forse sarà tutto finito, i malati cominceranno ad arrivare di nuovo in ospedale....
I bambini di Tshimbulu continuano le loro attività e si preparano al Natale. Io preparo biscotti, presepe e candele profumate.
La valigia per partire in caso di insurrezione è vuota e sistemata nell'armadio da qualche giorno.

domenica 4 dicembre 2011

Aspettando i risultati delle elezioni in RDC 2

Pare sia stato annunciato il coprifuoco dalle 19 di lunedì fino a nuovo ordine.
continua....

Aspettando i risultati delle elezioni in RDC

Ed eccomi di nuovo qui. Dovevo scrivere prima, gli eventi me lo hanno un po' impedito. Riassunto per chi non è aggiornato sulla situazione politica della RDC:
il 28 novembre ci sono state le elezioni per l'assemblea nazionale (camera dei deputati) e per il Presidente della Repubblica. Elezioni tese, voci varie di frodi, alcune vere molte inventate, reazioni spropositate della popolazione (bruciati vari seggi elettorali). Degli 11 candidati alla presidenza lo scontro è tra due, il Presidente uscente Josephe Kabila, figlio di Kabila il liberatore, e Etienne Tshisekedi, il vecchio della politica, ex collaboratore e poi oppositore di Mobuto.
Le voci si susseguono, le ambasciate hanno preparato i piani di evaquazione, i vari organismi hanno rimpatriato tutto il personale possibile.
Le elezioni si sono svolte con meno incidenti di quelli previsti e hanno spostato i punti caldi. Inizialmente indicati come Kinshasa e Lubumbashi (le due grandi città della RDC) ora siamo noi, nel pacifico Kasai, al centro della futura ribellione....
La CENI, Commissione elettorale indipendente, ha cominciato a pubblicare i risultati parziali. Kabila sta vincendo. (per verifica: http://radiookapi.net/actualite/2011/12/03/rdc-la-ceni-publie-les-deuxiemes-resultats-partiels-de-la-presidentielle/)
Qualcun'altro ha messo in giro altri risultati secondo i quali Tshisekedi sarebbe in testa con oltre il 50% dei voti a livello nazionale e Kabila fermo al 24%. I dati sono apparsi prima di quelli ufficiali della CENI. Da dove li hanno presi? Mistero. Chi li ha pubblicati? Non si sa....
I candidati intanto chiamano alla mobilitazione.....se Tshisekedi vince va tutto bene altrimenti.....guerra civile (e queste sono le esatte parole di un candidato guerrafondaio che pare pure sia stato eletto nella nostra circoscrizione). Io sarei per lapidarlo e farlo diventare un eroe ma almeno la popolazione resta calma e nessuno (oltre lui evidentemente) si fa male.
Dalla capitale arrivano rinforzi di polizia ed esercito per tenere sotto controllo e calma la popolazione di Kananga e Mbuji-Mayi (i due capoluoghi di provincia dei due Kasai). Entro lunedì pare che anche qui a Tshimbulu ci saranno nuove truppe.
Si dice o si suppone (come vi sembra più opportuno) che un esercito di un Paese vicino (quello angolano) sia pronto ad intervenire in aiuto di Kabila. Pare che le frontiere aeree siano state chiuse tutte, tranne quella dell'Est (se volete sapere il motivo vi conviene informarvi sulla storia recente della RDC).
Da sabato sono stati bloccati gli sms, non partono più e nessuno li riceve per preservare l'ordine pubblico
http://radiookapi.net/actualite/2011/12/03/le-service-des-sms-suspendu-en-rdc/
continua....

mercoledì 30 novembre 2011

Le donne di Tshimbulu1

Sono appena passata in ospedale e....
ho incotrociato una donna, sola che stava uscendo con una bacinella sulla testa stracolma delle sue cose e sulla schiena il figlio, coperto da un'asciugamano. Coperto completamente da un'asciugamano. Era morto. E lei lo portava dietro la schiena perché non poteva fare altro. Era sola, nessuno con lei.
Qui le donne sono spesso lasciate sole con i figli. Devono occuparsene, dagli da mangiare, curarli e seppellirli. Sempre da sole.

mercoledì 23 novembre 2011

Lysette

Lysette, 15 anni, da una settimana non va a scuola e non frequenta il Centro. Da chi ho avuto la notizia? .....non sarei un'esperta di chiacchiere e pettegolezzi se non lo sapessi e se non avessi un'altra ragazzina che va a scuola con Lysette che fa da spia... Pare sia malata. Vado a casa sua con un animatore (mi serve un traduttore) e la trovo un po' raffredata. Le chiedo: Perché non vai a scuola? e lei: Sono malata.
E io: Perché non sei venuta in ospedale per farti visitare?
- Non c'è mio padre per pagare le cure.
- Dov'è tuo padre?
- a Tshikapa a cercare diamanti.
- Quando è partito? (speravo in una risposta diversa...)
- Nel 2005
Per chi fosse curioso, Lysette è stata in ospedale, aveva: malaria, vermi intestinali e febbre tifoide. Classificata come caso sociale, cure gratuite. Mica posso andare a cercare il papà o sperare che torni...