venerdì 8 maggio 2009

Cooperazione italiana e puttane congolesi

Oggi sono proprio in vena di scrivere.
Ed ecco una cosetta che avevo accantonato, ma è bene che si sappia. Il 30 ottobre i giornali (italiani) cominciano ad occuparsi della RDC, Nkunda avanza verso Goma, migliaia di sfollati ...ed ecco che arriva la dichiarazione del Ministro degli Esteri Franco Frattini: Destinati come fondo di Emergenza e disponibili in Ambasciata per il Kivu 900.000 euro di cui 300.000 per acquisto di cibo, vestiti e cose di prima necessità. Ma da che bel Paese solidale arrivo!! solo che...solo che...la notizia era arrivata alle orecchie delle ONG che si trovano nel Paese un mese prima dell'annuncio. Con tanto di richiesta da parte dell'ambasciata d'Italia a presentare progetti di sicurezza alimentare perchè sarebbero arrivate: le razioni Kappa!!!e non soldi. Ed in effetti è la vendita di queste razioni che avrebbe permesso di finanziare micro-progetti (massimo 10.000 $), una parte delle razioni sarebbero state distribuite direttamente ai richiedenti. Questo a settembre.
Fino a marzo l'ambasciata tace, nessuno sa dire a che punto siano le cose. Sono arrivate le razioni? Ce ne manderanno una parte per i bambini? (abbiamo un centro nutrizionale) e il progetto che fine a fatto? (avevamo presentato un progetto per la diffusione di una pianta alimentare altamente proteica) E' stato approvato?
A marzo vado a fare un giretto a Kin e ne approfitto per avere informazioni. Risposta: non è che ci siano tanti soldi a disposizione, all'incirca 100.000 $ (come siamo scesi rispetto alle dichiarazioni iniziali!!) è il Ministero del Piano Congolese che sceglie i progetti, noi non possiamo intervenire, ma state sicuri che ci metteremo una buona parola e avrete le razioni. Stiamo prendendo contatti con la MONUC (caschi blu dell'ONU in stanza nella RDC) per ottenere il trasporto aereo.
Parto tranquilla in vacanza e quando torno leggo il giornale: 230 professioniste del sesso beneficiano del dono alimentare del Ministero del Piano (vi sto traducendo l'articolo del giornale Le Potentiel del 20 aprile). Giovedì 16 aprile PASCO/ONGD ha chiuso (esatto chiuso non incominciato mentre noi stiamo ancora ad aspettare) la campagna di distribuzione di dono alimentare del Ministero del Piano. E questo con l'appoggio del Governo e popolo italiano in favore dei gruppi vulnerabili della popolazione congolese.
Commento di una prostituta: "Il cibo ci permette di avere la forza ma il preservativo è uno strumento di lavoro importante".
Commentate voi perchè a me viene da ridere!!

Australia: 1 puntata


Eccomi di nuovo a voi,
dopo un paio di mesi passati in silenzio. Scusa, ero presa con il lavoro e poi le vacanze passate in Benin (di questo ne riparliamo un'altra volta) e poi di nuovo lavoroaccumulato da sbrigare. Oggi ho trovato un'altra notizia sull'Australia e vorrei condividerla con voi. Perchè? Facile risposta: dovrei farci un giretto tra novembre e gennaio e quindi comincio a leggere, documentarmi e cose di questo tipo.
Dopo la guida turistia d'obbligo ecco che leggo il giornale. I quotidiani italiani si occupan di Australia per parlare di Vendita di isole tropicali (sinceramente devo dire che ci ho fatto un pensierino) a causa della crisi e ragni...
http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_08/australia_tarantole_giganti_6f18d4c6-3bd5-11de-a872-00144f02aabc.shtml
L'articolo mi pare piuttosto divertente soprattutto se letto da qualcuno che vive in Africa. Io convivo pacificamente con ragni, scarafaggi, gechi, lucertole, piccoli roditori e insetti vari: tutti appassionatamente nella stessa casa. Lottare contro di loro è controproducente. Tanta rabbia, quintali di insetticida e poi tanto vincono loro... Unica soluzione: avere un gatto. Impossibile da applicare quando si vive con persone allergiche. Quindi convivenza forzata e pacifica.
Dato che non mi ritrovo foto di ragni congolesi (ma ne farò appena possibile), che comunque non sono letali, vi facciov edere le foto dell'ultimo coinquilino "liberato" nella savana.

domenica 8 marzo 2009

Arrivo di Babbo Natale

Credo che qualcuno abbia gufato perchè Babbo Natale questa volta ha impiegato più tempo del dovuto per arrivare da Kananga a Tshimbulu.
Il primo tratto di viaggio è stato senza troppi problemi, quello per capirci da Roma a Kinshasa, anche l'arrivo a Kanganga si è svolto nelle regole senza troppe complicazioni alla DGM (la polizia che dovrebbe garantire la sicurezza degli stranieri). Un pranzo chez Emilie, una francesce responsabile di progetti della Caritas a Kananga, insieme a Pierangelo, la moglie Sara e la piccola Margherita e poi diritti verso Tshimbulu.....partenza ora 14,30 tempo stimato di arrivo 17,30, arrivo reale 00,20 dopo esser stati recuperati da un'altra macchina. Cosa è successo?
A quanto può capire una giovane donzella che di motori sa ben poco c'è stato un problema con il surriscaldamento dell'acqua. Il primo avuto a meno di un'ora dalla città...ma tanto l'autista uomo non dice nulla, solo che dopo la salita eravamo carichi, la strada era bagnata e che il veicolo ha fatto troppo sforzo quindi cosa normale....se non fosse che dopo pochi Km, senza salite pericolose e ripide abbiamo lo stesso problema e la macchina si ferma da sola..... Arriva fortunatamente in nostro soccorso padre Robert, un belga, che fa strada fino a Bunkonde con noi... Bunkonde, sede di una missione cattolica, è a metà strada tra Tshimbulu e Kananga. E già lì avevamo un ritardo notevole: erano le 18,30. "Fortunatamente" troviamo l'autista di padre Robert che è un meccanico e che spiega al mio autista cosa deve fare e perchè c'è stata la panne. Ci rassicura sulla possibilità di arrivare a Tshimbulu...in teoria sistema la macchina solo che dopo meno di 10 Km si blocca di nuovo e dopo un pochissimi km ancora...E qui l'autista mette in pratica quanto suggerito dal meccanico: toglie il termostato dell'acqua!!! Pensate minimamente che abbia funzionato? Alle 9 eravamo ancora in strada, ancora bloccati. Finalmente però c'è rete e quindi chiamo Vale chiedendo di venirci a prendere in moto...l'altra macchina è in riparazione da non so più quanto tempo. Nella sfiga completa ecco che arriva invece una nuova macchina di un medico che era a Tshimbulu e viene a prenderci. Vale resta per seguirci con la nostra macchina....e arriva la mattina dopo con la moto. La macchina infine arriva in nottata trainata da quella del medico responsabile della zona.
Ovviamente ha piovuto praticamente durante tutto il viaggio e quindi oltre a cercare la rete in continuazione come i rabdomandi cercano l'acqua (noi avevamo i telefonini al posto del bastoncino) siamo anche arrivati bagnati come pulcini.

giovedì 26 febbraio 2009

Babbo Natale

Questo mese Babbo Natale è arrivato il 12, giovedì. Ma i regalini sono stati consegnati solo il giorno dopo. Era Vale che, tornato dal Camerun, praticamente obbligato della mie tre mail quotidiane, ha deciso "spontaneamente" di registrare circa 300 film per il Centro d'Animazione e fare un regalino alla scrittrice di mail...
Mercoledì prossimo arriva di nuovo il mio babbo preferito...Natale questa volta si impersonificherà in due amici preti che verranno direttamente dal paesello carichi carichi di regalini. Adoro le compagnie aeree che ti fanno portare 40 kg come bagaglio...
Avete quindi un'idea di quanto arriverà...ma cosa? Questa è un'ottima domanda. Saprete quando aprirò i pacchetti.

mercoledì 25 febbraio 2009

Canevale esiste in Africa? Ora sì


In alcuni Paesi il Carnevale non esiste, proprio non si sa che cos'è. La RD Congo è uno di questi paesi...ma a Tshimbulu, villaggio sperduto nella savana congolese, ci vive un'italiana che vuole festeggiare almeno il martedì grasso. E allora cosa si fa?
Telefonatina a casa per avere la ricetta delle chiacchiere. (mezzo kg di farina, 50 g di zucchero, 1 uovo & 1 tuorlo, 40g di burro fuso, 1 bicchiere di vino bianco, scorza di limone grattugiata) Alla ricetta originale è stata apportata una piccola modifica legata agli ingredienti, niente vino bianco, sostituito con whisky (non commentate, si fa con quello che si ha!) e limoncello (l'ho fatto io ma fa un po' schifo, è amaro!).
Lunedì quindi la prova generale, cioè ho provato a vedere se venivano le chiacchiere. E poi ho fatto vedere alcune foto agli animatori e ai bambini per cercare di fargli capire cosa volevo.
Martedì gran giorno: due ore e mezzo in cucina, che palle! E meno male che c'era Anto a friggere.... perchè così tanto? Mi è toccato stendere la sfoglia a mano perchè non c'è altro se non un mattarello!! E dovevo preparare chiacchiere per un centinaio di bimbi.
E questo è il risultato:



Pensate a figure legate a riti tribali e altro? Vi state sbagliando di grosso...
abbiamo semplicemente visto le foto di una tribù che si chiama OMO ed è etiope.. e li abbiamo imitati in vero stile carnevalesco.

Cronache di una giornata da imbianchino

Ho appena finito di imbiancare la cucina..e ho scoperto una serie di cose che vorrei condividere con voi.
Ho scoperto perchè gli imbianchini si coprono tutto il corpo anche quando fa caldissimo...avete mai provato a togliervi la vernice ad olio dal corpo? C'è una soluzione rapida: usare il petrolio...ma che puzza dopo. Quello va bene per pulire le macchie per terra ma sul corpo.... proprio non ve lo consiglio. E oggi ho ringraziato la globalizzazione e Johnson's per la sua magica invezione del baby oil...molto utile per togliere le chiazze varie lasciate sul corpo di una imbianchina alle prime armi quindi poco vestita nonostante la tuta blu da imbianchino. Ecco la ricetta toglimacchiediverniceadolio: trenta minuti sotto la doccia con olio e spugna e fregare ovunque. Funziona, vi assicuro.
Il petrolio è ottimo per le piastrelle e le mattonelle ma poi occorre stare attenti a non scivolare...no, non sono caduta, solo andata un po' lunga...
E quindi dopo l'imbiancatura mi è toccato pulire il pavimento, tra una scivolata a l'altra, sembrava di essere sul ghiaccio.
Vi consiglio anche scarpe chiuse..se usate le ciabatte poi vi tocca lavarle...nel petrolio. E io questo momento le mie ciabatte sono in un bagno di petrolio..mi fa schifo solo pensare che mi tocca pulirle perchè qui non c'è la mamma che lo fa al posto mio.
Un altro elemento importante: non vi fare fregare dal colore che sembra sempre troppo chiaro all'inizio e poi si scurisce con il passare del tempo... io volevo fare una cucina un po' giallina, tipo giallo canarino...Ed ecco cosa è uscito fuori:

E sapete perchè mi è venuta la brillante idea di cominciare ad imbiancare? Semplicemente noia e possiblità di fare cose che in Italia neanche mi sognerei di fare. In effetti in caso di danni, cioè di risultati pessimi, non faccio altro che chiamare un imbianchino e lui rimedia al danno in pochissimo tempo e ancor minor costo.
Semplice no?
Quindi se volete cambiare il colore di casa vostra, chiamatemi pure, sono oramai un'esperta.
PS
Non rispondete a telefono se state tinteggiando....io mi ritrovo con il cellulare metà giallo ora

sabato 21 febbraio 2009

Tshimbulu e i fulmini

Oggi ho deciso di parlarvi un po' di Tshimbulu, il villaggio dove sono da un anno e mezzo. Tanto per evitare che ancora qualcuno quando tornerò in Italia mi chieda dove sono stata tutto questo tempo.
Dicevamo Tshimbulu, villaggio del Kasai Occidentale nella Repubblica Democratica del Congo (in breve RDCongo per evitare confusioni con l'altro Congo), sotto l'equatore per intenderci; nel pieno di una savana poco lussureggiante (dimenticate il Kenya per favore) fatta essenzialmente di erbacce e alberelli. Sono in un altipiano, quindi grandi spazi aperti senza animali perchè se li sono mangiati tutti.
Piove praticamente tutto l'anno (tranne giugno e luglio) e dato che qui credono ai foudroyeur non si muove nessuno quando anche solo minaccia il temporale. Nota per i poco francofoni. Il foudroyeur è il padrone dei fulmini, una persona che comanda i fulmini, tipo dove cadere e chi o cosa incenerire per capirci. Qui è pieno di fulmini globulari, a noi di solito ci distruggono qualche apparecchio elettrico. Ora cerchiamo di rimediare con i parafulmini, appena arriveranno da Kinshasa. Gli abitanti di qui credono ai foudroyeur, anche perché spesso ci sono persone fulminate o semplicemente case bruciate. Nessuno ne mette in dubbio l'esistenza, così come nessuno ne ha mai visto uno all'opera. Parlare di fenomeni naturali qui non è neanche preso in considerazione. E ogni volta che a qualcuno tocca la "fortuna" di essere visitati da un fulmine (di solito poi sono morti stecchiti) ecco che tutti i vicini, ma anche gli altri del villaggio, cominciano a parlare dei problemi in famiglia e individuano chi è andato dal foudroyeur.. eh già è un tipo piuttosto veniale che si lascia comperare e per qualche spicciolo e un pollo manda fulmini su ordinazione. Si dice anche che di solito verifica la storia raccontata dal committente per vedere se è vera e che avvisa il malcapitato prima di procedere al grazioso invio.