sabato 17 gennaio 2009

E' arrivato Babbo Natale

Il primo giretto qui Babbo Natale lo ha già fatto. E' arrivato alle 14h00, ora locale di lunedì 12 gennaio. Certo un po' in anticipo rispetto ai tempi normali ma qui siamo nella savana africana dove non c'è praticamente nulla e allora Babbo Natale ha pietà di noi e passa varie volte l'anno per riconfortare i volontari di Tshimbulu.
Anche se è arrivato alle 14h, con due sacchi pieni di cose buone, purtroppo non si sono potuti aprire i regali prima delle 3 del pomeriggio. Perchè? Ovviamente perchè il Babbo Natale in questione, in realtà erano due emissari, aveva fame e quindi prima c'è stato il pranzo con me che non toglievo gli occhi dalle due borse e che strepitavo nell'attesa di aprirle. Alla fine mi hanno dato il permesso perchè proprio si vedeva che ero impaziente. E quindi con pranzo non ancora finito mi sono messa ad aprire e scartare i regali vari... e poi a sistemarli in dispensa e in frigo.Una delle cose più belle e divertenti è aprire i vari pacchi e pacchettini, di solito si sa quello che c'è dentro ma è sempre una gioia scartare i "regali". E poi arriva sempre qualcosa di non previsto perchè non richiesto e quindi è ancora più bello. Anche perchè si scoprono cose strane, cioè diverse, di amici che ora sono lontani e che sembrano più vicini di prima, di quando si viveva nella stessa nazione, nella stessa città.
A dicembre Babbo Natale è arrivato due volte: il 6 con regali soprattutto per i bambini (palloni da calcio e pallavolo e reti) e dolci per noi e poi di nuovo il 23 (i regali questa volta sono stati aperti il 24 sera ed erano piuttosto personali, oltre al vino e ai dolcetti).
Ecco una foto per rendervi partecipi.

Insomma come si vede soprattutto cibarie deliziosissime legate al Natale. Qui non ci sono le mandorle e allora occorre sperare in doni dei vari Babbi Natali presenti in Italia. In effetti alcune persone (Giovanna, la Patina, la mamma di un poliziotto, mia madre in primis...e spero di non aver dimenticato nessuno) si sono impiegnate a mandarmi qualcosa di tipico così per evitare attacchi isterici nostalgici.
Vi è venuta voglia di assaggiare qualcosa? Facile: prendete un aereo e venite a trovarmi, ma fatelo in fretta perchè le scorse si stanno già assottigliando. E già che venite ricordate di avvisare Babbo Natale, così provvederà di nuovo a mandare regali.

domenica 11 gennaio 2009

Babbo Natale

Qui a Tshimbulu domani arriva Babbo Natale.. E non è mica in ritardo! dato che siamo un po' spersi nella savana ha deciso di dedicarsi particolarmente a noi e quindi passa più volte l'anno lasciando sempre tanti ragali che sono soprattutto buoni.
Quindi domani comincia il suo giro e chissà quante altre volte passerà ancora di qui.
L'anno scorso è passato proprio un'infinità di volte, tra cui anche il 24 sera tanto per non farci sentire troppo diversi dagli altri occidentali lasciati in Occidente.
E dato che sono regali, ho solo un'idea di cosa ci porterà quindi abbiate pazienza fino a domani pomeriggio e aprirete i regali con me!
buona serata

venerdì 9 gennaio 2009

Kabitanga

Dopo la pausa semi festiva dovuta soprattutto ad una serie di eventi non previsti, è ripresa l'attività di sensibilizzazione nei villaggi intorno a Tshimbulu. Oggi, dato che dovevamo recuperare un po' sui temi, ne abbiamo fatti due: Kabitanga e Mukila Ngombe. Nel secondo ci passo solamente e lascio gli animatori, io e Yvonne proseguiamo per Kabitanga. Appena arrivati alla chiesa (di solito l'unico posto dove ci si può riunire è la chiesa, poco importa di che confessione religiosa) non c'è nessuno, pensavamo che il messaggio del nostro arrivo non fosse arrivato. Ed invece, in 5 minuti comincia ad arrivare gente (dopo ci siamo rese conto che erano tutti insieme a bere). Un casino mai sentito, e non era dovuto ai bambini sempre numerossisimi, ma agli adulti, in particolare agli uomini: erano tutti, ma proprio tutti, ubriachi. Ora provate ad immaginare le scena. Due donne che cercano di far star zitti degli uomini tra cui il capovillaggio (responsabile amministrativo, tipo sindaco, carica trasmessa per eredità dal padre al figlio primogenito, maschio ovviamente) e il Mulami (il catechista per capirci) e tutta la banda dei notabili.... Insomma sono arrivata a fare giochi che si fanno con i bambini per farli stare zitti. Erano talmente ubriachi che rispondevano come i bambini!!! E poi è arrivata la minaccia: se non state zitti mi riprendo le Moringa (vi spiegherò in seguito del progetto) e torno a Tshimbulu. Unici 5 minuti di silenzio. Dopo aver spiegato come firmare il foglio firme (necessario se si ha un progetto alle spalle) e alla seconda persona che non capiva (di solito è molto semplice, se le persone sono sobrie) Ivonne si è messa a scrivere i nomi dei presenti (non arrivavano neanche a fare quello) e io a fare sensibilizzazione, cioè a parlare per cercare di convincerli ad accettare la pianta e a prendersene cura (cosa molto più difficile). Ovvimente non parlo luba e così mi sono presa come interprete uno di questi magici uomini ubriachi per interprete. Solo che ogni tanto si perdeva e dovevo ripetere le cose due volte e poi Yvonne mi ha detto che spesso traduceva altro.... Il capovillaggio intanto continuava a far casino con il Mulami.
Alla fine abbiamo distribuito le piante e dato che c'era aria di richieste, cioè qualcuno aveva già cominciato a chiedermi qualcosa in luba (ma io faccio finta di non capire) sono passata all'attacco chiedendo che ci dessero qualcosa come incoraggiamento. Insomma completamente immedesimata nella parte della tipica persona congolese che chiede qualcosa in cambio di un lavoro che è tenuto a fare. Il mio interprete mi ha chiesto cosa volevo e la mia risposta è stata immediata: Tumbele, pingeo (arachidi, subito). E dato che è il periodo della raccolta e che tutti erano ubriachi si sono dimenticati il colore della mia pelle (che vuol dire in automatico persona piena di soldi) e mi hanno riempito una bacinella di arachidi. Che mangerò e soprattutto distribuirò domani ai bambini.

Buona notte

mercoledì 7 gennaio 2009

Befana

Anche a Tshimbulu arriva la Befana, incredibile ma vero!!....
in realtà ci hanno provato in molte. Alcune si sono prenotate per il viaggio ma hanno rinunciato: dicono che c'è la guerra, un certo Konda, in un posto che si chiama Kivu, è lontanissimo da questo villaggio ma è meglio non rischiare....solo che si sono dimenticate dell'altra guerra quella dell'Ituri... ma lì i giornalisti non ci sono e quindi è come se non esistesse per il mondo. E' più interessante Konda e le miniere e l'invasione cinese del Congo....
Altre befane, un po' deboli di salute, hanno rinunciato dopo la notizia di un'epidemia di Ebola. Non sapendo che ne scoppia una ogni tre mesi di media. Questa volta il villaggio è molto più vicino, ma non troppo per pensare ad una possibile propagazione fin qui. Circa 250 Km.
Alcune erano a letto con il raffreddore e non se la sentivano di lasciare il freddo polare occidentale per un posto dal caldo tropicale..
Un paio si sono svegliate tardi e hanno trovato la strada bloccata per la tormenta di neve.
Una ha deviato all'ultimo momento, dicendo che si era dimenticata di sua nonna che passava l'inverno a Tenerife perchè lì il clima è migliore, insomma ha deciso di andarla a trovare.
A Kinshasa c'è stata la moria, alcune entrate in crisi appena messo piede a terra: vere crisi isteriche, alcune per le zanzare, altre invaghite di prestanti e atletici giovincelli locali.

A Tshimbulu, villaggio invaso dai bambini, ne è arrivata solo una, che poverina è stata presa d'assalto...
Il dolce lo ha fatto lei stessa perchè qui ci sono solo caramelle ma niente pasticcerie. Solo materie prime: uova, latte in polvere, zucchero, farina, il lievito arriva dalla capitale (mentre le atre erano indaffarate lei ne ha approfittato per fare un giro al supermercato e fare rifornimento) lo yogurt è stato preparato da una base "ragalata" dai dipendenti di un negozietto.

mercoledì 31 dicembre 2008

Natale a Tshimbulu


Cosa si fa a Tshimbulu a Natale?
Tutto dipende da quello che il DG chiede, e in questo caso per accordi strani ma soprattutto per una mia domanda, che non sarà mai più ripetuta, ecco la sua richiesta per Natale: la torta Saint Honoré.
Ora, diciamo che non avevo nessuna idea di come cavolo si fa 'sta torta! dico ma non poteva accontentarsi dei dolci tradizionali che mia madre ha fatto arrivare?
Internet aiuta, soprattutto per cercare ricette, ma la rete e chi ci scrive parte dall'idea che si è in Europa o in un altro posto dove è normale trovare un supermercato e i vari prodotti. Quindi ecco la prima ricetta, assurda per questo posto, che ho trovato:
250 grammi di pasta brisée,600 grammi di pasta per choux, 1 uovo intero, 1/2 litro di crema per Saint-Honoré
Sembra una cosa facilissima, solo che qui non c'è la pasta brisé, figuriamoci la pasta per choux (bigné) e la crema... Infatti l'unica cosa reperibile qui è l'uovo.......quindi mi è toccato fare un'atra ricerca per avere la ricetta di ogni songola parte di sto benedetto dolce francese.
Insomma ci ho messo due giorni a preparare tutto... ecco il risultato (la foto non è proprio decente ma accontentatevi). Il sapore non era malaccio devo dire e il DG ha apprezzato parecchio. Il DG non è quello della foto, lo vedrete la prossima volta...

Il pranzo però, dato che era Natale, è stato tipicamente casalingo: salsiccia e caciocavallo come antipasto (scorte strategiche arrivate da casa), lasagne (non è impossibile, anche in mezzo al nulla...basta andare a Kinshasa a fare spese), dolci vari a base di mandorle (sempre da casa arrivano, Saint Honoré e vino (incredibile ma vero ci è arrivata una bottiglia di Negroamaro, grazie Sergio!!) e gli altri potrebbero ogni tanto pensare a me e mandarmi qualcosina prima che io impazzisca qui!!

giovedì 18 dicembre 2008

KINSHASA

Kinshasa è una città che rispecchia le capitali africane che ho visto fin'ora (non è che ne siano tante, solo Yaounde): caotiche, traffico in tilt a tutte le ore del giorno e della notte (Roma sembra in confronto una tranquilla cittadina di periferia) e sporchissime. Non c'era, almeno fino a qualche mese fa, il servizio di nettezza urbana e quindi tutti buttavano la spazzatura dove capitava... Fortunatamente è intervenuta l'Ue che ha deciso che quella conosciuta come la poubelle (pattumiera in francese) d'Afrique doveva cambiare un po' il look , anche perchè ci sono oramai troppi occidentali (tra ONU, agenzia ad esso collegate e varie ONG) che non ne sopportavano più l'odore...
La seconda cosa che ho fatto, arrivata in capitale, è stata quella di andare al supermercato... non pensate male, ero andata lì per acquisti e quindi mi è toccato. La prima tappa è stata la banca, perchè anche se sei bianca senza soldi non vai da nessuna parte...
Sono rimasta letteralmente affascinata dal nuovo supermercato, era più grande e super fornito. Dopo sei mesi di villaggio in piena savana, dove per comprare qualcosa di più sofisticato come l'olio in bottiglia devi fare 3 ore di macchina, mi sembrava di essere nel paese dei balocchi. Non pensate che i supermercati qui siano a livello europeo, ma sei mesi in un villaggio ti fanno sembrare magnifico proprio tutto. La prima cosa che ho fatto: ho comprato un cornetto (vero) al cioccolato. Che goduria.... Inutile dire che a Tshimbulu e anche a Kananga i cornetti e in genere i dolci sono impossibili da trovare.
E poi ho riempito di roba un carrello intero, dopo aver visto tutti i reparti, chiacchierato con un tipo che mi ha riconosciuta (sono proprio famosa in Congo!!) e che vive a Kananga...
Tutto il resto della giornata l'ho passata in giro a fare spese, folli ovviamente ed evidentemente. Impossibile sperare nel contrario se si manda a fare acquisti prenatalizi una povera donzella rimasta rinchiusa in un villaggi per sei lunghi mesi.
In effetti Tshimbulu non è così cattivo e malvagio. Ma quando sei in città ritrovi tutto quello a cui hai rinunciato e ti vien voglia di fare festa e di approfittare di quei pochi giorni a disposizione...
Infatti sabato sera ho fatto nottata con un mio amico, prima pranzo in un posto vicino al fiume (il Congo) , serata a base di Ndolé (non vi dico cos'è così vi impengate a cercare su google, vi consiglio il .fr altrimenti sarà difficile avere una risposta) e poi discoteca!!!!!!!
Non sono tornata tanto tardi a casa....ma mi avevano chiuso fuori.....e diluviava...ops....e quindi io ho continuato la serata con i miei amici camerunesi.... Non ho mai amato il Camerun come nella settimana a Kin... e neanche il Kasai... (la provincia dove sono). In ogni posto che andavo trovavo uno di qui disposto ad aiutarmi, praticamente non facevo molti sforzi, c'era sempre qualcuno che li faceva per me. Quindi vi conviene imparare le poche parole che aprono mille porte qui:
Moyo : ciao
malu kay? Come stai?
Malu bimpe : Bene

E con questa prima lezione di luba vi lascio perchè mi tocca preparare la cena...

domenica 14 dicembre 2008

Viaggi con la MONUC



In RD Congo quando si è membri o dipendenti di un'ONG si può, almeno in teoria, viaggiare con la MONUC.... Cos'è la MONUC? l'esercito dell'ONU in stanza nella RD Congo che dispone di aerei che mette, in teoria, a disposizione di tutti gli "umanitari" (stranieri che lavorano per ONG varie). Il volo è completametne gratuito. Capite bene che le ONG un po' sfigate, ma anche quelle messe bene economicamente, usano, o ci provano, ad usare aerei MONUC. Siamo in un Paese di arlecchini e la MOUNC non fa eccezione. Dopo aver riempito tutti i moduli possibili ed immaginabili (la burocrazia è l'unica cosa a livello italiano qui) martedì 2 dicembre ricevo una telefonata: volo confermato per giovedì. E vai!!! ho pensato, finalmente faccio un giretto a Kinshasa con un volo MONUC, vedremo finalmente da vicino questi mitici Caschi Blu. Check-in alle 13.00 in aeroporto a Kananga. Io parto il giorno prima da Tshimbulu (non si sa mai con le piogge e con lo stato delle piste). E sono pure puntualissima, solo che.... solo che hanno annullato il volo... e si sono dimenticati di avvisarmi....L'unico volo di linea, quello della hewabora (la compagnia che ogni tanto fa un crash) partiva lo stesso giorno e io filo in aeroporto (le entrate Monuc e quelle aerei civili sono diverse) sperando di trovare l'aereo ancora lì. Di solito si può comprare il biglietto e salire sull'aereo 10 minuti prima della partenza... (siamo in Congo dopotutto). HB è cons0ciuta anche per i suoi ritardi mostruosi... invece giovedì l'aereo era già in volo... Pensavo di dover rinunciare e aspettare fino a martedì della settimana successiva... ma siamo in Congo e non si sa mai cosa può accadere, anche di trovare un aereo che non dovrebbe essere in aeroporto perchè fa un'altra linea, che quel giorno per caso decide di andare nella capitale al posto di seguire le istruzioni iniziali di volo...e che accetta passeggeri. Insomma ho preso un aereo semi-cargo che doveva essere diretto all'est (dove c'è la guerra) e che alla fine hanno deciso (chi non è dato saperlo) di mandarlo verso Kinshasa. Ero l'unica passeggera, in più bianca e quindi ho visto la cabina di pilotaggio, ho visto come ci alzavamo in volo dalla cabina di pilotaggio, ho fatto la parte delle hostess che spiegavano le varie misure di sicurezza ai tre ometti della compagnia Gomaire e poi mi sono seduta in prima e ho dormito per tutto il tragitto (un'ora e mezza di volo). E comincia la settimana a KIN!!